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Uscite corso A1 anno 2007
1 uscita Le courbassere
2 uscita Rocca Sbarua
3 uscita Ghiacciaio Pre de Bar |
4 uscita Chalançon
5 uscita Corno Stella
6 uscita Arête des Cosmiques |
1 uscita Le Courbassere
Eccoci all'alba di un nuovo corso ,tutto sembra darci cenno
che anche questa sarà una bella avventura: il nostro
P.G. scalpita nervoso trenta secondi dopo lo scadere esatto
dell'ora dell'appuntamento, ma in fondo non c'é nessun
vero ritardatario. Al bar Maronero ad Ala, PierCarlo fa
la sua solita entra rumorosamente trionfale, così
anche gli ultimi addormentati si danno
una scrollata. Finita la breve sosta-colazione veloci come
schegge si procede alla distribuzione delle corde, alla
divisione dei gruppi e al breve avvicinamento ai massi delle
courbassere.
Il tempo è poco e gli argomenti, davvero tanti. Come
se non bastasse oggi c'è anche la scuola di Chivasso
dove alcuni di noi trovano con gioia vecchi amici; così
ogni gruppo si appresta a fare una lezione individuale,
poi a turno ci si sposta nelle diverse stazioni per le esercitazioni
di discesa e risalita di corda doppia, trattenuta delle
caduta di un primo di cordata (simulato da un copertone)
e prove di arrampicata su facili e brevi percorsi. Per alcuni
allievi, come spesso capita, non è la prima volta
in arrampicata, e si vede, ma per altri invece lo è...e
al comando dell'istruttore di appendersi nel vuoto si intuisce
una certa di diffidenza, vinta, però con coraggo!
Il tutto si conclude con un fresco acquazzone, breve ma
sufficiente per bagnare fino all'osso alcuni di noi che
ancora hanno da ritirare il materiale, comunque anche questo
è un altro segno di buon auspicio (meglio pensarla
così).
La lunga e, forse dal punto di vista nozionale, pesante
giornata, si conclude con un'abbondante "merenda sinoira"
che da modo di conoserci meglio e fare due risate all'asciutto
in buona compagnia.
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Lezione
nodi e manovre
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Masso
per la prova di trattenuta della caduta del primo di cordata |
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.jpg)
Prova
di trattenuta caduta del primo di cordata (fase
1)
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.jpg)
Prova
di trattenuta caduta del primo di cordata (fase 2) .. si sarà
salvato! |
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Calata
in doppia |

Risalita
corda doppia |
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Un
po' di affollamento |

Luca
nella risalta corda doppia
Top
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2 uscita Palestra di Rocca Sbarua
Secoda uscita....tutti
presenti: una bella squadra!
Un piccolo errore di comprensione, riguardo al luogo di
ritrovo a Pinerolo, ci stava per far perdere il più
giovane x la strada, ma ci siamo ritrovati infretta!
La mattinata si prospetta bella: temperature piacevoli
e poche nuvole in cielo... in realtà anche questa
volta i buoni auspici si trasformano in nubi fredde che
corrono veloci su x le pareti della Sbarua, investendo
tutti noi, sparpagliati in ordine sparso sulle vie.
La nebbia attenua un po' il senso di vuoto che si crea
sotto di noi, man mano che si sale, ma al tempo stesso
rende tutto più selvaggio e suggestivo (per non
parlare delle scimmie urlatrici...tipiche dei nostri corsi).
Per fortuna o purtroppo le nuvole si alzano, regalano
a qualcuno una breve visuale sulla pianura, e poi (sempre
come buon auspicio) ci scaricano addosso il solito temporalino
che ci costringe alla ritirata. In ogni caso l'uscita
non è stata vana, tutti sono riusciti a fare per
intero una via, e alcuni anche di più.
Questa è l'unica occasione comoda per fare ancora
un po' di didattica, la prossima volta su roccia faremo
sul serio!
Prima di tornare a casa, visto che il brutto tempo è
già passato ed è servito solo a rovinarci
la festa, c'è chi prova ancora qualche monotiro
e chi si cimenta in boulder su dei massi vicino a quella
buca che una volta era il rifugio Mellano.
Conclusione, per i più affamati a Pinerolo davanti
a una bella birra e una piadina.
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Fasi
di scalta |

Scalata
sulle placche di rocca Sbarua |
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Operazioni
sulle pareti |

Andrea
in azione |
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Lorenzo
in calata corda doppia
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Top
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3 uscita Ghiacciaio Pre de bar(Val
Ferret)
Uscita effettuata in condizioni
abbastanza critiche, il brutto tempo non ci vuole proprio
dare tregua. Questa lezione è la più
importante del corso non si può rimandare, la prossima
uscita è la Chalancon e si inizia a fare sul serio.
I "temerari" allievi hanno potuto osservare e
provare in prima persona i comportamenti e le manovre da
seguire quando si opera in un ambiente glaciale. Gli argomenti
trattati sono stati: la conoscenza morfologica di un ghiacciaio,
le tecniche di progressione, come arrestare la caduta di
un compagno e come prestargli i primi soccorsi.
Al termine della dura giornata ci siamo rinfocillati con
una buona merenda e con un buon bicchier di vino valdostano...e facendo gli scongiuri per la prossima uscita!
Top |
4 uscita Calançon (Vali di Lanzo)
Anche questa volta la fortuna è dalla nostra parte e ci ha accompagna fin da subito(mettiamola sul ridere che è meglio): la giornata non è delle migliori cosi dopo "assonnate" valutazioni alle 4 del mattino, con grande dispiacere si decide di abbandonare l'impresa.
Dispiace perdere l'intera giornata,
che ognuno di noi ha tenuta libere da ogni tipo d'impegno per dedicarla all'attività della scuola, così si decide di rimandare l'appuntamento a 5 ore più tardi sempre al solito posto. A questo punto ci dirigiamo a Forzo (una falesia agli inizi della Valle di Locana). Qui si ha la possibilita di fare un po' di tiri più o meno difficili, a seconda delle capacità individuali e ci si può cimentare nell'arrampicata libera.
Immancabile il cattivo tempo e quindi la pioggia, a ora di pranzo ci costringono a una veloce fuga che ci porta però nella palestra di arrampicata al coperto di Cuorgné;, dove, finalmente al riparo dalle intemperie, ci si diverte ancora un po' su pareti artificiali e strapiombanti, facendo un po' a gara per la migliore prestazione.
La giornata non può che concludersi con un panino e una birra nel solito bar di turno. Ora speriamo che davvero, almeno le due ultime uscite si possano svolgere nelle migliori condizioni, e che quelli che scherzosamente chiamavamo "buoni auspici" ci lascino concludere in bellezza. |
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Rioninione
di "classe"
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Calca
sul muro più bello
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Pietro
da lezioni di stile
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Grande
lancio di Andrea
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Alessandro mostra alcune malizie
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Gigi in azione |

Sguardi versol'alto
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5 Corno Stella (Alpi Marittime)
Il corno stella è fra le cime più ambite nelle Alpi Marittime ogni sua parete è stata percorsa da vie di scalata di varia difficoltà. Le vie più ripetute sono la Campia e la via dei Lupetti. L’ambiente severo è mitigato dalla presenza del rifigio Bozano situato nelle vicinanze della parete che fornisce un ottimo punto di apoggio.
Certi di essere accompaganti da bel tempo, l’uscita è stata organizzata per i più volenterosi in due giornate di scalata: al sabato con scalate sullo zoccolo e domenica con la salita alla vetta.
Sulle vie dello zoccolo gli allievi si sono comportati egregiamente, dando prova di aver preso confidenza con la progressione il parete, con il vuoto sotto i piedi e sbizzarrendosi con riprese fotografiche.
Tant è che alcune cordate affascinate dall’ambiente circostante e prese dalla foga della salita sono giunte in ritardo per la cena… il gestore ha comunque saziato anche la fame dei ritardatari.
Il secondo giorno sveglia alle 6 per raggiungere la cengia mediana della parete si è reso necessario tendere un corda fissa. Superato l’ostacolo ogni cordata ha raggiunto l’attacco delle vie assegnate alle ore 14 quasi tutte le cordate giungono alla vetta e si apprestano alla discesa sulle nuove soste attrezzate per la calata dalle guide. Immprovvisamente una grossa frana ci fa trattenere il fiato e temere il peggio poiché alcune cordate sono ancora molto vicine al luogo interessato dalla caduta dei sassi. Fortunatamente tutti illesi giungiamo al rifugio. Finalmente qui si può dare sfogo alla tensione, e alcuni allievi decidono di esaurire le scorte di birra del Oste…più o meno sobri tutti sono giunti casa! |
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Ultime luci sol Corno
Stella
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Risalita degli sfascumi
alla base
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Primi
preparativi
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Risalita
dello zoccolo
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Traverso
della "De Cessole" e gente su "Lupetti"
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Vista
sul rifugio Bozano
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Claudia
Perplessa: "Ma sarà proprio così?"
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Ezio
perfettamente a suo agio
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Istruttori in sosta |

Gigi procede
con disinvoltura
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Finalmente la vetta
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Incomincia la discesa
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Linea
di calata dal plateau sommitale
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6 Arête des Cosmiques (Monte Bianco)
Ultima uscita...questa volta saremo fortunati con il tempo?
Macchè, per la seconda volta ci tocca rinunciare alla nostra meta (annata sfortunata): nei giorni passati nel gruppo del Monte Bianco "ha buttato giù" molta neve e per questo le condizioni sono peggiorate parecchio.
Anche questa domenica le previsioni meteo danno bel tempo solo nella prima parte della giornata. Per farla breve, saggiamente si è scelta come meta alternativa, una uscita decisamente meno ambiziosa: i Breithorn.
Certamente è un ripiego pur essendo vette sopra i 4000 metri di quota. L'ascensione non presenta grandi difficoltà tecniche (basti contare il numero di persone che la salgono ogni giorno). Dopo che gli impianti di Cervinia ci portano in quota, il dislivello da percorrere con le proprie forze è davvero modesto, ma in ogni caso può essere utile per farsi un idea di come sia fatto il mondo a certe altezze e al tempo stesso visitare ambienti, che se pur affollati, hanno un ché di affascinante e a maggior ragione se mai esplorati.
La gita si svolge senza intoppi, e il tempo regge quanto basta per farci arrivare in prossimità della vetta, al colle tra il Breithorn occidentale e quello centrale ci dividiamo in due gruppi: uno va direttamente alla Breithorn occidentale, l'altro invece, sceglie di andare a toccare entrambe le punte, prima quella più a est, e poi ripassando dal colle quella a occidente.
Nemmeno si riesce ad arrivare in cima, che il cielo si chiude senza dare più l'opportunità di godere del panorama, e anzi incomincia anche a nevicare, e il vento si fa sentire; così in breve già ci troviamo sulla strada del ritorno, valutando il fatto che anche questo corso sembra che si sia concluso troppo rapidamente, ma con l'augurio di ritrovarci ancora per caso o ancor meglio,insieme in questi spledidi luoghi ad affrontare qualche nuova avventura.
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In attesa degli impianti
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Preparazione alla salita
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In salita verso il Breithorn occidentale
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Il Breithorn occidentale visto dalla punta Est
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La pittoresca ma semplice cresta del Breithorn centrale
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